Museo Criminologico di Roma
Torture in 300 anni
Il Museo Criminologico, ospitato nel Palazzo del Gonfalone a Roma, offre al visitatore un repertorio di oggetti inerenti alcune tra le più crudeli azioni che un individuo può compiere su un proprio simile: la tortura e l’omicidio.Lo spazio, suddiviso in tre sezioni, è stato allestito in modo tale da poter fornire informazioni storiche su un arco temporale compreso tra il Settecento e il Novecento.
La prima sezione, ospitata al piano terra, avvolge il visitatore in un’atmosfera da brivido e lo accompagna in un viaggio alla scoperta degli strumenti usati in antiche pratiche punitive come la gogna, la sedia chiodata della tortura, il banco di fustigazione, la vergine di Norimberga, la mordacchia, la cintura di castità, il violino delle comari. Alla fine del percorso, in una sala dedicata alla giustizia, l’attenzione è catturata dalla ghigliottina usata da Mastro Titta e dal mantello rosso che lo stesso indossava per le esecuzioni.
Nella seconda sezione la mostra è dedicata agli studi di Antropologia criminale e al contrabbando e ricettazione di opere d’arte.
L’ultima sezione, infine, racchiude invece reperti che testimoniano l’attività della criminalità organizzata – oggetti appartenuti a Salvatore Giuliano e a Gaspare Pisciotta – dello spionaggio, del terrorismo, del gioco d’azzardo e fatti di cronaca riguardanti omicidi avvenuti nel dopo guerra.
Un museo, un viaggio, una forte emozione: sono questi gli ingredienti per una visita insolita e non adatta a tutti in una città che offre al turista curiosità e sorprese da non perdere
Pubblicato il 14-03-2011
Autore: Sara Traietti
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