Galleria Spada
Famosa per la finta prospettiva del Borromini
 
Galleria Spada, situata nell’omonimo Palazzo Spada in Piazza Capodiferro, è sede, dal 1927, del Consiglio di Stato. L’edificio, un gentilizio palazzo cinquecentesco, venne acquistato dal cardinale Bernardino Spada nel 1632 che vi apporterà significative modifiche; si deve a lui, infatti, l’idea della realizzazione interna della famosa Galleria Prospettica del Borromini.      
La galleria è lunga 8 metri ma la finta prospettiva crea l’illusione della profondità: ai vostri occhi essa potrà sembrare lunga ben 35 metri! Come è possibile una simile magia? Certamente grazie all’ingegno del Borromini che, tra il 1652 e il 1653, fa convergere i piani della galleria in un unico punto di fuga: il pavimento sale e il soffitto, invece, scende dall’alto verso il basso. Ecco così creata la meravigliosa illusione, che racchiude però un messaggio morale importante per il visitatore: l’artista intendeva con la sua opera mettere in guardia l’uomo riguardo ai sensi e alle grandezze terrene che illudono senza illuminare.     
Nelle sale del museo si potranno inoltre ammirare importanti opere pittoriche di grandi artisti  come Caravaggio, Rubens, Lanfranco (Caino e Abele), Durer, Guercino (La morte di Didone), Reni (Ritratto del Cardinale Bernardino Spada), Domenichino, Gentileschi (Davide e Golia), Carracci e Tiziano. Inoltre, di particolare rilievo il bozzetto che il Baciccia realizzò per l’affresco della cupola della Chiesa del Gesù.
Per quanto riguarda la collezione di arredi, tra i mobili d'epoca spiccano due mappamondi – terrestre e celeste – realizzati intorno al 1600, dal cartografo olandese Guglielmo Bleau.
La visita è giunta al termine e con la visione di terre emerse e di cieli sconfinati, si ritorna a casa portando con sé i tanti frammenti di vita dipinti sulle tele.          
                   

Luogo: Galleria Spada
Indirizzo: Piazza Capodiferro, 13 Roma
Telefono: 06 6832409
Sito Internet: www.galleriaborghese.it/spada/it/
Per informazioni: 060608
 
Pubblicato il 03-01-2011
Autore: Sara Traietti
 
 
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