Nel 1994 la Fifa, tentata dal business, decide che è giunto il momento di esportare il calcio anche negli Stati Uniti: l’esperimento riesce perchè gli immensi impianti americani concepiti per il football americano registrano quasi sempre il tutto esaurito. A condizionare il torneo in negativo ci pensano il caldo afoso che imperversa i campi e i tanti casi: Maradona, rientrato dopo alcuni problemi con la droga, è risultato positivo a un test a sorpresa e il difensore colombiano Andres Escobar viene ucciso in patria al suo ritorno per un autogol segnato contro gli Usa. Per l’Italia di Sacchi è un mondiale amaro: molto fortunata per buona parte del torneo, la dea bendata lascia soli gli azzurri proprio all’atto finale, contrassegnati di nuovo dai rigori, con i quali abbiamo perso la finale con un Brasile campione per la quarta volta. Partita in sordina con la sconfitta contro l’Eire, l’Italia passa il girone di qualificazione agevolmente ma a pochi minuti dal termine dell’ottavo con la Nigeria sembra spacciata: a quel punto viene fuori la classe di Baggio, che ribalta il risultato, piega la Spagna ai quarti e poi la Bulgaria di Stoitchkov in semifinale sempre per 2-1. Il quarto di finale tra Brasile e Olanda, vinto 3-2 da Romario e compagni, si rivela l’incontro più bello dell’edizione. In finale, Sacchi preferisce uno stanco Baggio a Zola e ripropone Baresi, rientrato a tempo di record dopo l’operazione al menisco a torneo in corso. E proprio Baresi e Baggio sbagliano i rigori decisivi dando il via alla festa brasiliana.
Paese ospitante e nazionale campione del Mondo: il 1998 è l’anno della Francia. Per la prima volta alla fase finale di un Mondiale partecipano 32 squadre. Il primo colpo di scena è l'uscita della Spagna lasciando alla Nigeria il ruolo di cenerentola del torneo. La squadra sorpresa è senza ombra di dubbio la Croazia di Davor Suker, capocannoniere dell'edizione francese, che sfiora la finalissima battuta solo in rimonta da una doppietta di Thuram e che chiude al terzo posto battendo l’Olanda nella finale per il terzo e quarto posto. Il momento di calcio più bello del Mondiale è il primo tempo di Inghilterra-Argentina (2-2), ottavo di finale che rivela al mondo il talento di Michael Owen. Alla fine passano i sudamericani dal dischetto. L’Italia intanto, trascinata dai gol di Vieri, ha trovato ai quarti la Francia di Zidane e Henry e per la terza volta consecutiva gli azzurri sono traditi dai calci di rigore, un’autentica maledizione: la traversa di Di Biagio pone fine al nostro cammino. Rivaldo intanto trascina il Brasile al 3-2 con la Danimarca, e dopo aver eliminato rispettivamente Croazia e Olanda, Francia e Brasile si trovano in finale a St. Denis. Qui il Brasile improvvisamente crolla sotto i colpi di Zinedine Zidane che segna una memorabile doppietta. Francia campione del mondo per la prima volta nella sua storia.
Il primo mondiale del terzo millennio è il primo organizzato da due Paesi: Giappone-Corea 2002. Il Mondiale di Byron Moreno per noi italiani: l’arbitro ecuadoregno che con un arbitraggio scandaloso ci sbatte fuori agli ottavi contro la Corea del Sud. Ma l’Italia la vita se l’è già complicata da sola, disputando certamente un torneo in sordina. Tante sono le sorprese: non solo la Corea del Sud che giunge fino alla semifinale con molte spinte arbitrali contro Portogallo, Italia e Spagna, ma anche la Turchia, altra semifinalista, e il Senegal, che nel match d’esordio sconfigge i Campioni del Mondo francesi, clamorosamente eliminati al primo turno senza riuscire a segnare neppure un gol. Meno sorprendente è però l’epilogo del torneo: in finale ci vanno il Brasile, ancora una volta favorito assoluto, e una Germania alla vigilia non proprio tra le teste di serie ma molto solida e trascinata dalla classe di Ballack, dall’esperienza di Kahn e dai gol di Klose. Ma in finale è proprio il portierone del Bayern Monaco a fare l'errore che spiana la strada al quinto titolo Mondiale del Brasile, respingendo goffamente un tiro da fuori e servendo a Ronaldo la più facile delle occasioni. Proprio il Fenomeno, per la felicita’ di tutti, è il vero eroe del Mondiale: dopo tante stagioni travagliate per i numerosi infortuni, Ronaldo si ripresenta ai massimi livelli vincendo il titolo di capocannoniere con ben 8 gol.
Il Mondiale del 2006 viene organizzato dalla Germania, 32 anni dopo l’edizione del 1974 vinta dai padroni di casa. L’Italia si presenta accompagnata da una pioggia di critiche: il caso Calciopoli è appena esploso e sulla nazionale di Lippi non c’è nessuna fiducia da parte dei tifosi e dei media; un clima che a molti ricorda quello precedente al trionfo del 1982, ma nessuno osa sperare nella conquista della Coppa. Il Ct è riuscito creare un gruppo unito e impermeabile alle critiche, e partita dopo partita, nonostante il gioco non esaltante, riesce a conquistare la quarta Coppa del Mondo dell'Italia. Come sempre i favori del pronostico sono tutti per il Brasile di Ronaldinho e Kakà. I sudamericani vengono però estromessi nei quarti di finale da una grandissima Francia, che li sconfigge per 1 a 0. Anche l’Argentina saluta il torneo nei quarti, battuta ai rigori dai padroni di casa, così come l’Inghilterra, spedita a casa dal Portogallo. L’Italia passa il primo turno senza problemi, trovando invece grandi difficoltà nel match degli ottavi di finale vinto contro l’Australia solamente allo scadere grazie a un rigore trasformato magistralmente da Francesco Totti. Nei quarti l’Ucraina viene spazzata via 3 a 0 e si aprono così le porte per la semifinale contro una delle avversarie di sempre: la Germania. Dopo lo 0 a 0 dei tempi regolamentari si va ai supplementari, e quando i rigori sembrano ormai ad un passo due gol, di Fabio Grosso e Alessandro Del Piero, regalano agli azzurri la finale contro la Francia. Il cammino dei transalpini fino alla finale è trionfale: battono la Spagna agli ottavi, spediscono a casa il favoritissimo Brasile ed eliminano il Portogallo di Cristiano Ronaldo in semifinale. I logici favoriti della finale sono loro e passano infatti in vantaggio dopo pochi minuti con un rigore di Zidane. L’Italia trova il pareggio grazie a un gol di testa di Materazzi, colpito durante i tempi supplementari, da una testata di Zidane, mestamente espulso nella sua ultima partita da professionista. L’equilibrio si mantiene tale fino ai calci di rigore, quando un errore di Trezeguet manda la Francia sotto nel conteggio dei gol. Il penalty decisivo viene segnato da Fabio Grosso, che regala la quarta Coppa del Mondo all’Italia mandando l’intero Paese in delirio.
L’albo d’oro dei Mondiali di calcio:
(Coppa Rimet)
1930 Uruguay
1934 Italia
1938 Italia
1950 Uruguay
1954 Germania Ovest
1958 Brasile
1962 Brasile
1966 Inghilterra
1970 Brasile
(Coppa Fifa)
1974 Germania Ovest
1978 Argentina
1982 Italia
1986 Argentina
1990 Germania
1994 Brasile
1998 Francia
2002 Brasile
2006 Italia
