"Notturno Indiano è un'insonnia, è un viaggio: l'insonnia appartiene a chi ha scritto il libro, il viaggio a chi lo fece''. Queste sono le parole di Antonio Tabucchi, l'autore di Notturno Indiano. Questo romanzo parla di un viaggio, quello compiuto dal protagonista per ricercare Xavier, il suo amico. Non vengono specificati i motivi di questa ricerca e non viene spiegata la necessità di questo ritrovamento, ma quello che traspare fin dalla prima pagina del romanzo è una voglia di andare via, è il desiderio di non essere trovati. Così la storia diventa un'occasione per il lettore di volare con la fantasia verso l'India, terra caratterizzata e avvolta da un alone di fascino e mistero ma anche molto povera. Il protagonista attraversa questo paese senza darsi pace, muovendosi da una città all'altra, da Bombay a Madras, da Mangalore a Goa, alloggiando ogni sera in un hotel diverso, salendo su taxi, conoscendo prostitute, medici, profeti, e infine Christine, una fotografa, alla quale svelerà il suo segreto e rivelerà il senso di tutta la storia e finalmente chi è davvero Xavier Janata Pinto.
Il punto centrale del romanzo è il mistero, la cui esistenza si nota sin dall'inizio, che porta il lettore a divorarsi letteralmente il libro. E' un romanzo che va a toccare quelle corde incoscie che ognuno ha dentro di sè come la voglia di scappare, di evadere e di porci un reale obiettivo cercando di raggiungerlo solo per sentirci vivi. Quello che conta non è la meta, ma il viaggio che rappresenta l'occasione per l'essere umano di ritrovare se stesso. Le persone che si incontrano, i luoghi visitati e le culture conosciute sono solo passeggere, per questo non hanno la possibilita' di influenzarci ma solo di arricchirci.
Notturno indiano
Antonio Tabucchi
Prezzo: € 8.00
Editore: Sellerio
Anno: 1984
Pagine: 124
